Nuovi singoli scoperti fin’ora, nuovi album in arrivo!
Siamo già ad Ottobre, Settembre è volato fra trasferimenti, inizio delle lezioni e piccoli intoppi… Ma la musica continua a sgorgare, nuovi singoli succosi sono pronti per essere consumati e ci sono un paio di sorprese che mi rendono particolarmente speranzoso per una una potenziale nuova epoca della musica alternativa
Perfecth - Queens of the Stone Age
Nell’ultimo periodo i Queens Of The Stone Age sono sempre più presenti nel grande algoritmo dei socials, Josh Homme è più bello che mai, giusto qualche mese fa ha fatto una mossa figa da rockettaro del cazzo fumandosi una sigaretta su un palco a Detroit, beccandosi la sua multa da 10mila euro e dicendo sostanzialmente: “Non lasciate che questi imbecilli delle corporate vi dicano cosa fare”. Godo, un piccolissimo gesto ma sono contento quando qualche personaggio irriverente ci ricorda che possiamo fare che cazzo vogliamo, chiamatelo rock’n’roll, chiamatelo come vi pare ma ci piace!
Se avessi una foto in più alta risoluzione ci farei un poster
A parte questo non mi hanno mai fatto particolarmente impazzire i QOTSA, tuttavia non si può non riconoscere la grandezza di alcuni loro lavori come Songs For The Deaf e Homme e Van Leeuwen tirano fuori dei suoni belli cicciotti e impossibili da non apprezzare.
Insignificant Other
Come detto apprezzo i toni ciccioni e distorti delle chitarre dei QOTSA ma, anche dal progetto dei Them Crooked Vultures ho visto quanto Homme e compagnia sanno essere bluesy e rilassati, con dei suoni altrettanto gradevoli.
Questo singolo ne è un piacevole esempio: ritmo molto rilassato, tastiere simil-rhodes decisamente calzanti e un buon falsetto. Questo ritmo viene mantenuto per l’interezza della canzone, senza alcun climax ma con un buon bridge melodico.
Devo dire che i suoni delle molteplici chitarre sono perfetti: distorsione cremosa, con il giusto phaser.
Nel complesso una canzone che non mi ha lasciato molto se non un grande stupore per la perfezione armonica degli strumenti e il perfecth blend con la voce.
Il testo rimanda sempre ad una generica lei, probabilmente la sua ex-moglie che ora è la sua Insignificant Other. Non sono riuscito a percepire del vero dolore, forse appunto a causa dell’eccessiva limatura dei suoni ma comunque veramente notevole e un potenziale sottofondo per serate soli con whiskey o per qualcosa di romantico
Where The Goth Girls At?
Eccoci qui, ci accoglie un suono decisamente più ciccione e un ritmo più clockwork-like. Il titolo mi ha incuriosito molto e potrebbe aver influenzato parecchio il mio giudizio.
Ho sentito il pezzo la prima volta accompagnato dal video ufficiale, decisamente simpatico ma con troppe poche goth, sebbene quelle che c’erano erano sufficientemente spaventose
alcuni frames significativi
Il basso è molto presente nel mix e picchia duro, il falsetto di Homme è particolarmente inquietante, mentre il ritornello mi sembra un po’ buttato lì:
Never felt so alive
As the day I almost died
comunque le chitarre picchiano e la canzone procede, ma è verso il bridge che la cosa si fa interessante. Dopo la seconda ripetizione del ritornello arrivano degli archi e un bel rullante ritmato che preparano ad un bridge meraviglioso, da brividi, in cui Josh prega il sole di non scacciare via tutte le gotiche. Veramente energico, un meraviglioso climax che penso sia l’unico motivo per cui riascolto la canzone.
Paparazzi by Cesare Cremonini
Singolo inaspettato, dopo quella compilation poco ispirata e senz’anima che mi è sembrato Alaska Baby mi ero dimenticato di quanto il buon Cesare potesse essere punk e quanto effettivamente mi abbia ispirato ed accompagnato nella mia tarda adolescenza. Qua tira fuori un singolo (pompato anche dai TG) molto rock alternativo, lui stesso ha detto:
sembra davvero il singolo di lancio di una band uscita dalla periferia di Londra. È il suono che avevo voglia di sentire accendendo la radio e mi sono detto: “Posso provare a farlo io”. fonte
Sinceramente non mi va di urlare alla crisi di mezza età, anche se il video urla un po’ da sè: “Guarda sono fico”. Io ho grande rispetto per Cremonini come artista e so quanto questo suono non derivi da un generico voglio-sentirmi-figo ma che sta sicuramente esplorando un territorio di musica britannica degli scorsi decenni che spero possa evolvere in un album, sarebbe pazzesco.

Il basso è veramente incalzante, lui è veramente un figo non c’è niente da fare. Il topic dei paparazzi ci sta, molto da rockstar quale ormai è in territorio italiano. Non si capisce se nel testo si rivolge ad una qualche donna che ha lasciato di recente, non mi stupirei…
Tu credi ai paparazzi e a me non parli più
Ma vuoi sapere cosa c’è?
Hanno ragione su di me
Menzione onorevole a quel pazzesco solo di sassofono che mette nel mezzo della canzone. Il pezzo continua a ripetere sempre lo stesso chorus e poi un intermezzo pieno di sub-bass, verso la fine diventa molto più ritmata e da un sapore davvero britpop che mi fa ben sperare.
Cesare se mi dai un album britpop con ste sonorità allora stiamo davvero entrando in una nuova era.
Cuore di Plastica (CDP) by Exal & Egocentral
Questi ragazzi li conosco solo perchè un mio grande amico è amico a sua volta del chitarrista e mi ha proposto di ascoltarli, hanno all’attivo solo un altro singolo, questa canzone è uscita mesi fa ma l’ho scoperta di recente e ha preso posto nella mia mega-playlist.
Ho adorato il wobbling synth iniziale, probabilmente il motivo per cui non l’ho super-skippata. La canzone inizia veramente con l’entrata del piano, che adagia una progressione di accordi per niente banale su cui si innesta una voce in falsetto veramente gradevole. C’è un pre-hook strumentale che mi fa già sospettare che in questo gruppo ci sia qualcuno esperto di songwriting e di musica nel vero senso del termine.
Progredendo, questa canzone non sembra porsi come un loop sul quale sono state scritte delle parole ma ha il sapore di una canzone costruita in maniera artigianale. Il primo ritornello è calmo, mi fa già pensare ad una potenziale esplosione alla sua ripetizione. Entrano le chitarre, non invasive, ottimo mixing… ed ecco che arriva l’esplosione del ritornello accompagnata dalla chitarra distorta.
Una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa è quel piccolo cambio di tonalità che precede il bridge… veramente pazzesco e riflesso di qualcuno che conosce la teoria musicale. Veramente complimenti, un bellissimo climax al quale poi si aggiungono anche degli archi in chiusura.
Il testo per quanto mi riguarda è average, compatto nel senso che non lascia molto spazio a me per essere relatable. Il pezzo dal punto di vista della costruzione, del talento e del mixing lo reputo pazzesco per dei ragazzini, non ricordo quanti anni hanno ma comunque sono dei ventelli. Spero che in futuro possano abbracciare l’anima del britpop con testi più puramente personali e witty.
Dead Company by Royal Blood
Una delle mie band preferite in assoluto, fuzz, octaver cattivo e un sacco di energia. Ho grandi speranze per il nuovo album Dead Company, sono più rock’n’roll che mai, si riconfermano essere la soundtrack perfetta per le mie passeggiate in città in cui guardo male la gente e faccio su e giù con la testa
Ten Over Ten
Sta canzone è una bomba di energia, inizia con un riff degno dei Black Sabbath o degli dei del rock. Thatcher lo segue con il solito drumming energico. Adoro sta cosa che alternano drumming energico e poi una parte half-timed in cui Mike può urlare cose psicopatiche con la sua meravigliosa voce. Il ritornello è una goduria per le orecchie e mi gasa un botto:
I don’t fold, I don’t fold
Got me on the threshold
Per dirvi quanto sono rock hanno anche messo un bridge con delle armonie stile heavy metal puro… e sta band ha solo un bassista! Il bridge spacca veramente tanto e la fine in cui riprendono il riff iniziale da il colpo di grazia alla mobilia della mia casa e consacra i Royal Blood come una band che sa evolvere il suo suono pur rimanendo cazzutissima.
Perchè questo non è il suono del self-titled, mi ricorda più un rock tradizionale e il primo heavy metal Sabbathico.
Il testo non mi interessa, continua a dire cose che mi gasano Mike, funziona
Swallow The Bomb
Secondo singolo, anche qui riff in apertura veramente tosto, gli acuti con l’octaver grattano esattamente quel prurito che ho nella testa, qui già dall’inizio abbiamo Thatcher che usa molto i tom e crea un ritmo martellante che non puoi che seguire con la tua testa.
Mike riesce sempre a trovare dei riff melodicamente molto semplici e trovare la linea vocale che suoni più badass possibile da mettere sopra.
Il ritornello mi gasa veramente tanto ma qui c’è il trick, non contenti tirano fuori l’hook che ti rimarrà in testa per sempre e ti richiamerà sull’autobus : “Riascoltami, riascoltami”
Swallow the bomb, swallow the bomb.
Il pezzo finisce con un solo pieno di legati che ai più affezionati può ricordare quello di Figure It Out anche per la fine improvvisa.
Sta canzone è una cazzo di mina, niente da aggiungere. Rock fino al midollo, fuzz crudo con solo l’octaver come i primi tempi… ho paura di quello che potrei fare ascoltandola dopo qualche drink.
Stray Dogs by Nothing But Thieves
Questa canzone mi è stata mandata da un mio caro amico, premetto che non so nulla di questa band, avrò sentito qualcosa in passato ma non ha mai cliccato niente in me, quindi tutte le mie references sono esterne e non ho ancora avuto il piacere di ascoltare l’album ma lo farò senz’altro.
Ascoltato per la prima volta in autobus alle 5 di mattina con il buio più totale come unico mio compagno, mi è piaciuta subito. È una canzone che prende slancio gradualmente, mi piace molto la stratificazione dei suoni che si aggiungono pian piano, prima un sacco di rumori acuti, poi un rumore bianco costante e poi eccolo: un basso imponente che crea il tappeto per l’entrata della voce che ha inizialmente un layer molto distorto e un equalizzazione molto megafonica.
Fino a quando il tutto si ferma… il cantante prima sussurra mentre un bel riff crea la tensione e la band la rilascia subito dopo sulle urla: “Dreaming like a pack of stray dogs” aprendo le danze ai chitarroni.
La seconda strofa diventa magica, con un sacco di suoni che si mischiano. Ma è dopo il secondo ritornello che le cose si fanno inquietanti: un susseguirsi di suoni meravigliosi: delle chitarre distorte che sembrano uscite da 13 dei Blur, un synth che glitcha di sottofondo e il silenzio che viene regolarmente spezzato da un riffing heavy metal offrono di nuovo il destro al cantante che sussurra di cose molto vicine alla sfera sensoriale, trasmettendo un senso animalesco, facendomi immaginare dei cani randagi che corrono, alcuni bastonati, alcuni magrissimi, che sniffano tutto ciò che hanno intorno e guardano la luna.
Il finale su una nota dissonante del basso suggella il mio voto positivissimo a questa canzone e a questa band che sa decisamente come creare dei vuoti e poi riempirli di botto. Piacevolmente sorpreso ascolterò l’album sperando che mantenga questo tono cattivaccio e queste sensazioni eteree e che esulano dall’umano.
Trillions by DIIV
L’ho lasciata apposta per ultima. Questa canzone è strana.
Terzo singolo dell’album che arriverà ormai fra poco ZIRP! è quello in cui più di tutti si sente l’influenza del già citato A.G. Cook che ha praticamente creato con charlixcx l’hyperpop. Questa traccia è molto molto elettronica e… Zach usa l’autotune!
L’ho ascoltata un giorno di università sul cesso la mattina quindi non avevo le facoltà mentali neanche per avere pregiudizi… e infatti l’ho trovata veramente carina… A differenza degli altri singoli, questa sembra più un loop. Ha tanti elementi elettronici come dei synth con onda quadra di sottofondo e molti suoni di drum machine.
Suona ancora come i DIIV perchè ci sono delle chitarre distorte di sottofondo ogni tanto ma la strofa con Zach che canta con l’autotune e niente chitarre fanno davvero venire il dubbio… Il ritornello è molto sognante e l’autotune ci sta quasi bene. Ci mettono delle chicchette come la chitarra distortissima con il tremolo, ma più la canzone va avanti più ci sento charlixcx.
Forse ho bisogno di un altro po’ di tempo per digerirla, è ceh questa canzone suona così dolce, calda e nostalgica e io mi aspettavo qualcosa di più glaciale o distorto.
Il punto forte di questo pezzo è decisamente il testo e il modo in cui spero si colleghi poi il tutto concettualmente nell’album. Parla come parlerebbe un adolescente sognante che dice: “Da grande sarò ricco, avrò le cose più costose del mondo, avrò un milione di dollari in banca” e poi il ritornello in contrapposizione gli chiede: “Perchè? Per chi tutto questo consumare?”.
Veramente molto bello, quando ci innesti il testo tutto il resto acquista un altro significato e i toni così warm e nostalgici prendono senso. Direi che mi piace come pezzo ed è molto cute mi viene da dire, ma non so quanto tornerei a riascoltarlo, ho la sensazione che funzioni meglio nell’ambito dell’album, tra questa e Kid intravedo un pattern.
Kid parla dal punto di vista di un bambino, Trillions dal punto di vista di un adolescente… Ci vedo tanto la tristezza dei millenials o gen-z(ers) cresciuti pieni di sogni nel progresso digitale, poi ammazzati dalla crisi economica.
Un sentimento che penso i DIIV saranno molto bravi a catturare, seppur con questo switch di sonorità. Già si vedeva qualche scintilla in Frog in Boiling Water, sebbene questo fosse più astratto, qui invece sono molto più diretti nei testi. Spero che tutto l’album poi abbia un senso e spero assolutamente in alcune canzoni più shoegaze che comunque necessito.