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La mia estate 2026

Pubblicato il: 03-09-2026

L’estate è appena finita (per me) e dopo un sacco di pianificazione ho deciso di aprire ufficialmente il mio blog, creato con le mie manine (indirizzato da Gemini ovviamente ma comunque totalmente mio!) Con il MIO dominio,

con il MIO layout

ma soprattutto senza NESSUNO che abbia voglia di leggerlo…

Se sei qui… sei il benvenuto ad ascoltare ciò che preferisco lanciare in una capsula nello spazio siderale piuttosto che tenermelo dentro!

Partiamo dal freddo

Quest’anno (occhio che per me l’anno inizia a Settembre) è stato straordinariamente duale, prima di Capodanno mi è sembrato di toccare con mano la vetta, mi sentivo quasi completo, sentivo che stavo diventando una versione stabile di me stesso e credevo anche che fosse effettivamente l’ora a 23/24 anni di trovare una stabilità e portarla avanti per il resto della mia età adulta… meno male che la vita è sempre qui per smentirmi…

It's so over, we're so back It’s so over… we’re so back!

L’anno di università è stato un po’ noioso, non per questo non è stato prolifico o importante per la mia vita, ma sentivo sempre un distacco da me stesso, sentivo sempre la mancanza di qualcosa…

Quest’anno l’ho passato per molto tempo da solo, a vedere un sacco di serie TV, ad ascoltare un sacco di musica, ho scoperto il piacere di correre e spingersi al limite, sono andato in palestra a scassarmi i muscoli, sono dimagrito, gli esami sono andati anche bene… Ecco gli strani e meravigliosi esiti dello stare soli…

Ho decisamente continuato ad ascoltare i Blur ma non con la stessa avidità dell’anno scorso. L’anno scorso la sensazione che provavo nell’ascoltarli era un qualcosa che poche altre volte avevo sentito nella mia vita, quel senso di vicinanza e di essere quasi compreso. Risuonava in me più l’approccio caotico e manovellistico della chitarra di Graham Coxon più che il nursery-rhyming di Damon Albarn… Ancora non so quante centinaia di volte sono asceso dalla mia forma fisica e mi sono messo a fluttuare nella chiusura della magnifica Oily Water…

Suona sensato dunque che questo sia stato l’anno in cui mi sono definitivamente abbandonato allo shoegaze, in cui ho consolidato i DIIV e gli Autolux come due delle mie band preferite, ho consumato con avidità Frog in Boiling Water con Brown Paper Bag a ruota ogni mattina prima di mettermi in cammino per andare in Università.

Ho anche iniziato ad esplorare il territorio delle web-radio organizzate per genere… Ho scoperto la magnifica DKFM Shoegaze Radio e ho continuato ad usufruire della psichedelica Skylab Radio, in particolare ricordo che mi hanno accompagnato nelle nottate insonni passate a preparare le presentazioni per il giorno successivo…

Ma quindi cos’è che ti è mancato?

Ok ora smettiamo di scandire il mio anno a colpi di musica e capiamo un po’ perchè quest’anno è stato un po’ off…

Ci sono state molte dipartite dalla mia vita: alcuni rapporti interrotti, altri che semplicemente sono andati a rarefarsi sempre di più fino a diventare più leggeri dell’aria e son volati via. Questo mi ha lasciato spesso solo con me stesso e mi ha aperto di più gli occhi su quanto serva un’impresa, un obiettivo comune, che essere simpatici o accomodanti non è la ricetta giusta per mantenere un’amicizia. Sicuramente donarsi agli altri è sempre la cosa giusta… ma finalmente sta crollando l’idea dell’amicizia sognante e bambinesca che avevo per fare spazio ad un concetto di amicizia più epicureo, più sensato, meno illuso.

Ok ma l’estate?

L’estate in fondo è andata bene… In un mesetto ho preparato gli esami che dovevo preparare, mi sono chiuso un po’ in casa a perdere ulteriori capelli per prepararli… Niente di troppo entusiasmante, mi sono isolato un po’ da tutto e tutti e sono rimasto da solo con il Gesù Cristo che mi porto al collo. Ho fatto il mio dovere in maniera egregia, solo che mi sono presto reso conto che stavo finendo i soldi… Il maledetto affitto e la voglia di togliermi qualche sfizio hanno decisamente remato contro di me e quindi mi è toccato lavorare anche quest’anno.

Il lavoro ha catturato l’interezza della mia estate, nessun giorno da dedicare totalmente a me stesso. Solo centinaia e centinaia di clienti da servire, litigi da ascoltare, discussioni da affrontare… e amari del capo da tracannare! Per rendere la permanenza più leggera, meno alienante. Per cercare di cavare disperatamente delle connessioni umane da un ambiente in cui in realtà regnano solo la convenienza e il profitto.

C’è stata qualche serata interessante, tipo la serata del 25 Luglio in cui sono riuscito a convincere le persone ad andare a Patù (LE) al Terrae Film Festival per vedere i mitici Zebra TSO! gli Zebra TSO Gli Zebra TSO in tutto il loro stile

Sono molto contento, non li conosce quasi nessuno ma io mi son divertito un sacco, ho pogato, comprato la maglietta e fatto una chiaccherata con le zebre.

Le feste tipo San Lorenzo o Ferragosto le ho passate a lavorare, e in generale ho avuto sempre meno voglia di fare serate in cui si esce in gruppo, poi mi annoio, le fidanzate degli amici rompono le scatole e diventa tutto una grande barzelletta… Dunque anche quest’estate sono stato spesso solo in casa mia a parte alcune notevoli eccezioni in cui ho suonato un po’ con amici o sono uscito per chiudere un capitolo irrisolto dell’anno…

Finalmente Settembre

Stanco veramente di tutto mi sono ritrovato a Settembre, con pochissime energie… ma non tanto quelle fisiche che ho recuperato molto in fretta… Piuttosto quelle mentali, mi manca lo slancio di ricominciare, mi manca un sogno da realizzare, mi manca una comunità di persone da amare e servire.

Tutto sembra buio in questo Settembre e tutto mi sembra una telefonata da paesi lontani, un monito ad andarmene via per un periodo, lontano da chi accetta la mia compagnia per convenienza, lontano da chi mi vede come un chicco d’uva da spremere fino all’essiccamento… Un periodo in cui la mia solitudine possa veramente sbocciare e non venire interrotta da gente che vede in me solo una rassicurazione e niente più. Un periodo in cui posso far venire fuori la mia energia creativa e distruttiva senza svenderla per falsi buonismi.

Questo nuovo anno lo affronto con una promessa a me stesso: non lasciarmi andare all’inerzia. Le persone sanno fiutare la mia inerzia e sanno sfruttarla a loro vantaggio succhiando le mie energie vitali standomi affianco e lasciandomi un pugno di mosche come unico dono della loro permanenza. Quest’anno mi concederò il lusso di non fare cose che non voglio a nessun costo e soprattutto di non stare con persone con cui non voglio stare solo per non rovinare gli equilibri di non si sa quale benessere. Pace fratelli.